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Affittare con Airbnb tasse: quali si devono pagare?

Se sei proprietario di un immobile ti sarai fatto delle domande sull’argomento “affittare con Airbnb tasse: a quanto ammontano?” C’è da chiedersi, dunque, quante e quali sono le imposte sugli affitti brevi.

Da dove iniziare? E’ necessario, prima di tutto, sapere che ci sono siti internet come Airbnb che ti aiutano nell’affittare la tua casa o il tuo appartamento per brevi periodi. E che, a questo proposito, esiste una tassa Airbnb introdotta nel 2017.

Il legislatore ha pensato di agire in questo modo per cercare di sconfiggere l’evasione fiscale. In effetti, in questo settore questo è un problema piuttosto serio visto che molti non affittano seguendo le regole.

La tassa dunque è stata definita con la seguente terminologia: tassazione sugli affitti brevi. E obbliga tutti i proprietari di immobili interessati a pagare le imposte di Airbnb oppure attraverso gli intemediari immobiliari.

Come funziona la tassa se si vuole affittare con Airbnb?

Con l’introduzione della tassa, i controlli sono aumentati. E, per questo motivo, è necessario rispettare la normativa vigente.

La principale novità, alla quale bisogna prestare attenzione, è il pagamento della cedolare secca sui canoni di locazione. Per gli affitti Airbnb, la cedolare secca ha un’aliquota al 21% sull’ammontare dell’affitto.

La tassa va pagata nel caso si tratti di un periodo di locazione che duri al massimo 30 giorni. E funziona come sostituto d’imposta per tutti coloro che si occupano di questo tipo di business.

Tutto ciò che va considerato per affittare con Airbnb

La sharing economy e, in concomitanza, la nascita e lo sviluppo di portali e siti web consentono di affittare case per le vacanze online. In questo modo i proprietari di immobili in località di vacanza, grandi città e borghi di interesse possono accrescere le prenotazioni. E riescono a guadagnare con più facilità grazie all’aumentare degli affitti.

In questo modo, oggi è diventato molto più semplice per tutti ottenere un buon reddito da una proprietà.

Ci sono comunque dei punti fissi da tenere in considerazione prima di affittare una proprietà. Vediamo insieme quali.

  • Studiare e far rispettare il contratto di affitto breve.
  • Considerare gli obblighi fiscali.
  • Occuparsi della copertura assicurativa.
  • Attenersi alle normative regionali vigenti.
  • Preoccuparsi della salute, della sicurezza e delle leggi che riguardano gli utenti
  • Valutare attentamente le spese da sostenere e la tenuta dei registri.

Affittare con Airbnb e altri siti: oltre alle tasse anche le condizioni incluse

In modo che non si incorra in problemi, bisogna leggere e capire bene i termini e le condizioni di ogni sito web di hosting di cui si intenda usufruire.

Airbnb, per esempio, include nel suo portale, direttamente negli annunci, una parte dedicata ai termini e alle condizioni di prenotazione.

Solitamente, le condizioni che vengono presentate nei portali sugli affitti brevi sono più o meno le medesime. Andiamo a studiarle insieme e vediamo cosa riguardano.

  • Pagamenti (depositi ed eventuali rimborsi).
  • Numero massimo di ospiti.
  • Possibilità di portare animali domestici.
  • Possibilità di fare campeggio (ad esempio accogliere altre persone piantando una tenda in giardino).
  • Permesso o divieto di fumare negli spazi interni/esterni.
  • Responsabilità e assicurazione nel caso di infortuni.

Nel caso si decida di usare il modello standard fornito da uno dei portali di hosting di cui ci si serve, bisogna essere certi che sia adeguabile alla tua particolare situazione. E che copra ogni necessità ed eventualità.

Come si calcola la tassa sull’affitto breve in stile Airbnb?

Rispetto alla quota del canone scritta nel contratto d’affitto breve, la tassa Airbnb corrisponde al 21%. La trattenuta si applica sul canone lordo e non su penali, caparre oppure depositi cauzionali.

La ritenuta della tassa va però calcolata anche sulle spese accessorie comprese con il canone. Non va pagata sulle spese riaddebitate all’inquilino, in base a costi e consumi sostenuti.

In che modo si paga la tassa?

Quando si parla di affitti brevi, la tassa Airbnb va pagata entro il giorno 16 del mese seguente all’applicazione della ritenuta da parte di chi funge da intermediario.

Ciò vuol dire che l’intermediario riceve il compenso per l’affitto breve e versa il compenso, esclusa la ritenuta del 21%, al proprietario o a chi si occupa di affittare l’immobile. Ed, inoltre, è tenuto a versare la ritenuta utilizzando il modello F24 entro il 16 del mese successivo al pagamento.

Affittare con Airbnb, oltre alle tasse a dichiarazione

Oltre a pagare le tasse riguardanti gli affitti brevi, il proprietario deve indicare i compensi incassati nel corso dell’anno e le trattenute nella dichiarazione dei redditi, l’anno seguente.

Per essere più chiari, i canoni di affitto ricevuti nel corso del 2019 vanno dichiarati nel modello 730 oppure nella dichiarazione dei redditi del 2020.

Si troverà poi a decidere se assoggettare i canoni d’affitto alla cedolare secca. In questo caso la ritenuta è del 21% ed è a titolo definitivo. Oppure può scegliere la tassazione ordinaria. E, in questo caso, tutto ciò che viene trattenuto è considerato un acconto di imposta.

L’intermediario, da parte sua, deve rilasciare un’apposita certificazione unica Cu dove sono indicati compensi e ritenute dell’anno interessato.

Oltre a ciò, va fatta una comunicazione all’Agenzia delle Entrare: per i contratti stipulati dal 1 giugno del 2019 e che riguardano la tassa Airbnb, dovranno essere comunicati entro il 20 agusto del 2020.