calcolo tasse seconda casa

Calcolo tasse seconda casa: cosa c’è da sapere

L’acquisto di un’abitazione è sempre un passo da ponderare in maniera seria e precisa. Soprattutto se non si tratta della prima ma della seconda. E bisogna essere a conoscenza che il calcolo tasse seconda casa può essere piuttosto complicato.
In questo articolo vi aiutiamo a districarvi in una serie di operazioni necessarie e di normative da osservare.
Diversi sono gli aspetti da prendere in considerazione, a iniziare dal costo. Per poi proseguire occupandosi del mantenimento e, fondamentale, di tasse e imposte. E c’è una differenza fondamentale tra tasse e imposte.

La differenza tra tasse e imposte

Le tasse sono tributi da versare in occasione di un servizio pubblico, le seconde sono cifre da pagare senza corrispettivo ai cittadini da parte di Comuni e Stato. Per iniziare chi ha acquistato una seconda casa deve pagare le tasse dell’IMU e la TASI. Quando la si compra c’è inoltre da calcolare l’imposta di registro, l’imposta catastale e l’imposta ipotecaria, oltre all’IVA.

Prima del calcolo tasse seconda casa bisogna procedere per acquistare l’abitazione

Prima di illustrare quali sono le voci che sono collegate alle spese di cui abbiamo parlato prima, bisogna fare un passo indietro. E seguire tutto il processo che conduce all’acquisto della seconda casa. E rispondere a varie domande come “se ci sono agevolazioni fiscali da sfruttare nel calcolo tasse seconda casa. E inoltre ci dobbiamo chiedere se ci sono dei precisi requisiti da avere oppure delle categorie di cui far parte. Perchè ci sono dei costi che riguardano il primo step e cioè l’acquisto.

Come acquistare la seconda casa

Prima di arrivare all’acquisto bisogna effettuare controlli legali e tecnici. Come, per esempio verificare l’immobile, controllare che non esistano ipoteche e che non sia stato costruito in maniera abusiva. Oppure che non esistano debiti nei confronti del condominio. E che la casa non abbia difetti edilizi, soprattutto quando si tratta di un appartamento inserito in un palazzo. Poi si passa alla proposta d’acquisto e, successivamente, al compromesso o preliminare d’acquisto. E’ un po’ come prenotare l’abitazione, una scrittura privata in cui si trovano tutti i dettagli e le clausole riguardanti la compravendita. In questo documento ci sono dati personali, descrizione dell’immobile, caparra, prezzo e penale.
Infine si passa al rogito notarile, cioè all’atto di compravendita che deve avvenire alla presenza di un notaio, assicurazione della veridicità e validità degli atti.

Come si fa il calcolo tasse seconda casa? Quali sono?

L’abitazione della prima casa gode di determinati vantaggi per quanto riguarda la tassazione, che la seconda non ha. Le aliquote sono ordinarie. Se si acquista l’immobile da un privato oppure da un’impresa per vendite esenti da IVA bisogna tenere in considerazione:

  • 50 euro imposta ipotecaria;
  • 50 euro imposta catastale;
  • 9% di imposta di registro;

Se, al contrario la casa si acquista da costruttori edili che sono soggetti all’IVA, i calcoli sono differenti:

  • 10% IVA che arriva fino al 22% in caso si tratti di un immobile di lusso;
  • 200 di imposta di registro;
  • 200 di imposta ipotecaria;
  • 200 di imposta catastale.

Da questi dati si comprende che il calcolo dell’imposta applicata varia e cambia anche il modo di calcolarla. Se si paga IVA, si applica questa imposta al prezzo d’acquisto mentre se si paga il 9% dell’imposta di registro, l’imposta va applicata al valore catastale

Nel calcolo tasse seconda casa anche le tasse del mantenimento

Quando si acquista una seconda casa bisogna sapere che ci sono delle spese fisse quali la TASI e l’IMU.
L’IMU è l’Imposta Municipale Unica cioè l’imposta che riunisce le tasse e i contributi sulla proprietà oppure il possesso di unità immobiliari. Come negozi, capannoni ma anche, la seconda casa.
La TASI invece è la Tassa sui Servizi Indivisibili. Riguarda i servizi pubblici da parte del Comune nei confronti dei cittadini, per soddisfare l’interesse pubblico. Si tratta dei servizi socio-assistenziali, dell’illuminazione delle strade, della tutela delle aree comunali e del patrimonio artistico. Queste due tassi non si pagano per la prima casa cioè dove si ha residenza e domicilio. Con eccezione per case di lusso, ville, castelli e palazzi storici e artistici. Nel caso della seconda casa invece si pagano, sebbene anche in questo caso ci siano eccezioni e agevolazioni in alcuni casi.

Seconda casa: le agevolazioni fiscali

Bisogna specificare che l’IMU si calcola in proporzione alla quota e ai mesi di possesso. La TASI invece in base ai mesi di possesso. In entrambi i casi, il mese viene considerato intero al superamento dei 15 giorni. Se l’immobile è in comproprietà l’IMU va diviso tra tutti i proprietari. La TARI si paga in bae alla quota di possesso da ognuno ma se uno dei proprietari non paga, il Comune ha facoltà di chiedere la sua quota agli altri.

Il Comune può ridurre la TASI

Ed è il Comune che può ridurre la TASI se c’è un unico abitante, se lo si occupa in stagione in maniera discontinua. E per chi risiede all’estero per oltre 6 mesi all’anno, oltre ai fabbricati rurali a uso abitativo. Per avere ulteriori informazioni basta rivolgersi all’Ufficio Tributi comunale.
In caso, poi, di comodato d’uso ci sono altre agevolazioni.
Se viene dato a parenti di primo grado c’è una riduzione del 50% sulla base imponibile, vale a dire sull’ammontare in cui si calcola l’imposta in base all’aliquota applicata. Per usufruirne il parente beneficiario deve risiedere in Italia ed essere registrato all’anagrafe nella stessa casa in cui vive in comodato. In più il comodante deve possedere solo un immobile e il comodato d’uso gratuito deve esser registrato in modo regolare.

E nel caso di ritardo nel pagamento come si calcolano le tasse seconda casa?

A partire dal gennaio del 2019 se si pagano le tasse in ritardo c’è un tasso d’interesse che corrisponde allo 0,8% annuo. Mentre la sanzione varia a seconda dei giorni di ritardo del pagamento. Tramite vari tipi di ravvedimento si può sanare l’irregolarità. E cioè:

  • Sprint: entro 14 giorni con sanzione dello 0,1%
  • Breve: dal 15° al 30° giorno successivo alla scadenza, con sanzione dell’1,5%
  • Intermedio: dal 30° al 90° giorno con sanzione del 1,67%
  • Lungo: dopo 90 giorni ma entro al termine di presentazione della dichiarazione relativa all’anno in cui si commette la violazione, con sanzione del 3,75%
  • Oltre questi termini: sanzione del 30% e bisogna rivolgersi al comune