cosa vedere a Erice

Cosa vedere a Erice, affascinante borgo medievale

Sei pronto per il viaggio in Sicilia e ti chiedi cosa vedere a Erice?

La sua incredibile ricchezza e la sua profonda tradizione storico-artistica e culturale nasce dalla storia. E dalle vicissitudini che hanno visto come protagonista la Sicilia nei secoli.

Le invasioni arabe e normanne oltre all’influenza della Grecia arcaica creano un mix di arte e cultura irresistibile.

Tutta la Sicilia meriterebbe una visita, non solo d’estate.

Anzi in primavera e in autunno sarebbe consigliabile, per evitare folla e caldo torrido.

Ma è nei piccoli borghi che troverai atmosfere e sapori d’altri tempi oltre a scenari mozzafiato.

In particolare, ti attendono molte sorprese nella splendida Erice, chiamata anche la città della pietra.

Come arrivare a Erice e cosa vedere nel borgo antico

Già al tuo arrivo, che tu abbia optato per l’autostrada da Palermo sulla A29 o di farti trasportare in funivia in dieci minuti da Trapani avrai l’imbarazzo della scelta.

Ci sono molte botteghe artigiane e pasticcerie di alto livello. Oltre a ristoranti circondati da monumenti artistici di rilievo.

Sicuramente d’estate ti suggeriamo di provare l’esperienza della funivia, è un viaggio particolarmente suggestivo.

Pronto alla scoperta della città della pietra

Nel dettaglio, cosa vedere a Erice?

Un po’ di storia: è stata fondata, secondo Tucidide, dai Troiani in fuga nel Mediterraneo.

Il piccolo borgo medioevale è arroccato su un monte a circa 750 mt di altezza, dal quale si gode una vista panoramica che ti conquista.

Il microclima della zona, proprio per questo motivo, rende Erice piacevole da visitare in ogni stagione.

Le temperature infatti sono sempre più fresche rispetto alla pianura.

In inverno è facile trovarsi immersi in nebbie suggestive che avvolgono il paese con un manto da saga fantasy.

Il monumento senz’altro più famoso è il castello di Venere.

Si trova sul promontorio che domina la città e venne costruito nel XII secolo dai Normanni.

Il maniero deve il suo nome al precedente tempio che si trovava al suo posto, dedicato al culto della dea.

L’importanza del castello era strategica, grazie alla sua posizione.

Infatti, eventuali attacchi dal mare a sorpresa potevano essere subito individuati con largo anticipo e fugati sul nascere.

Dall’alto è possibile ammirare buona parte del territorio. Da Capo San Vito ai monti che circondano Trapani, dalla costa con il porticciolo di Bonagia. Fino a intravvedere sullo sfondo Mazara del Vallo.

Per orari e giornate di visita al castello è possibile consultare il sito, alcune zone sono interdette al pubblico.

L’entrata costa 4 euro ma, in alternativa, è possibile acquistare un biglietto integrato.

Può essere utile comprare a un prezzo irrisorio la guida “ A friendly walk around Erice” dell’autore Pietro Messana, per non perdere l’orientamento e ottimizzare i tempi.

A un passo, possiamo ammirare Torretta Pepoli, in stile Liberty, voluta dal conte Agostino Pepoli.

Restaurata di recente, nel 2014, ora è anche sede di un museo interattivo multimediale. Mentre, intorno al castello, si trovano i Giardini del Balio a fare da cornice.

Prosegui lungo le ben conservate cinte murarie, la cui parte più antica risale all’VIII sec. a.C. Poi, all’altezza di Porta Spada, puoi raggiungere e visitare il Duomo, affiancato da una monumentale torre campanaria.

Federico D’Aragona ha fortemente voluto la costruzione dell’edificio religioso. Iniziato nel 1334, il Duomo è dedicato alla Vergine dell’Assunta.

L’antica Chiesa di San Giuliano è stata edificata in suo onore nel 1076 da Conte Ruggero per la vittoria sui musulmani e la liberazione della città.

È celebre per i “misteri religiosi”, gruppi scultorei realizzati in legno, tela e colla da artisti trapanesi.

Il quartiere spagnolo sullo sperone nord è dominato da una struttura militare

La sua costruzione è iniziata nel XVII secolo per ospitare una guarnigione di soldati spagnoli ma non è stata mai ultimata.

Da qui potrai godere di una vista unica sul golfo di Bonagia e sul Monte Cofano.

La Chiesa di San Martino, a tre navate, in Corso Vittorio, è stata costruita da Ruggero il Normanno.

E, secondo la tradizione, accoglieva re e magistrati in visita alla città.

All’interno è ricca di affreschi, statue, dipinti e molti si fermano ad ammirare il pavimento maiolicao. 

I ruderi del Monastero del SS. Salvatore appartenevano nel XIII secolo alla famiglia Chiaramonte. E sono stati donati alle Benedettine dal Conte Enrico nel 1292 per farne un monastero.

In Piazza Umberto I°, il Museo Civico ospita la biblioteca comunale, con migliaia di manoscritti e volumi conservati. E, inoltre, una splendida opera in marmo che ritrae l’Annunciazione.

Tra i reperti archeologici spicca la testina in marmo di Afrodite.

Oltre a cosa vedere, cosa comprare a Erice?

Monumenti, passeggiate, arrampicate, ma adesso hai appetito e un dolcetto ci starebbe bene.

Entra nella pasticceria di Maria Grammatico (non c’è guida che non la menzioni). Racconta nel suo sito internet che ha aperto il negozio dopo un lungo apprendistato presso le monache.

Le specialità più in voga?

Non perderti le “Genovesi”, dolcetti tipici ericini, ma anche biscotti, deliziose crostate.

E poi la cotognata, la Cassata siciliana, i buccellati di fico, i cuscinetti e la torta Divina.

Per carpire qualche segreto in più, è stato pubblicato il libro “Bitter Almonds”. Ne sono autrici la signora Grammatico assieme ad un’appassionata cliente che l’ha voluta omaggiare, Mary Taylor Simeti.

Se preferisci il salato e vuoi assaporare le arancine allo speck e pistacchio preparate a regola d’arte, ti diamo un indirizzo sicuro. Fai tappa all’ Oasi del Gusto, in Via Vittorio Emanuele 11.

Per il vero pane trapanese, ricorda di fermarti a prendere quello “cunzato”. Una specialità locale che lo vede farcito con pomodori, pecorino, olio e acciughe.

Le trappite di Erice

Ti sei chiesto invece come mai le case sfoggiano tutti quei tappeti colorati sulle verande e nelle botteghe?

Li chiamano, in dialetto, “trappite” e sono frutto di una lunga tradizione legata all’artigianato e alla manifattura.  

Capolavori di artigianato che si rifanno ai tempi in cui ogni donna tesseva su piccoli telai i tappeti per abbellire la propria casa.

Le sfumature e le fantasie hanno mille interpretazioni. Quale miglior souvenir per ricordare il nostro viaggio ad Erice?

Un’ultima curiosità: ricordi il film di Aquaman, uscito nel 2019, con il possente attore Jason Momoa, famoso per il suo ruolo ne Il trono di Spade, e Amber Heard?

La location cinematografica che fa da sfondo alle vicende dei protagonisti è proprio Erice, in versione anni ’50.

La Chiesa di San Giovanni Battista appare in tutto il suo splendore, in un borgo animato da una miriade di comparse.