cosa vedere a torino

Cosa vedere a Torino: la guida alla scoperta della città della Mole

Come? Non sai cosa vedere a Torino? Si tratta di una città ricca di storia, bellezze architettoniche e naturalistiche, un luogo che ispira regalità e al tempo stesso pace e serenità. In poche parole una città tutta da visitare.

Vediamo allora, di seguito, una piccola guida sui luoghi affascinanti di Torino.

COSA VEDERE A TORINO: MUSEI ED EDIFICI

IL MUSEO EGIZIO

Il Museo Egizio è sicuramente uno dei primi luoghi che vengono collegati all’appeal culturale del capoluogo piemontese. Quindi annotalo nel promemoria su cosa vedere a Torino.

Non occorre essere grandi appassionati di storia antica per restare ammaliati dalla quantità e peculiarità dei reperti che si possono trovare esposti al suo interno.

Il museo ha trovato la giusta accoglienza nel Palazzo dell’Accademia delle Scienze. Si tratta di un imponente edificio seicentesco i cui lavori di costruzione iniziarono il 1679 per opera dell’architetto Michelangelo Garove sul progetto originario di Guarino Guarini. Il palazzo si sviluppa su cinque piani.

A oggi la collezione esposta comprende circa 6.500 opere, risalenti al periodo compreso tra il Paleolitico e l’età copta, ossia l’epoca dei cristiani egizi nativi.

Il museo è considerato, sulla base del valore e della quantità dei reperti che comprende (di cui solo una minima parte è esposta) il più importante museo egizio del mondo, dopo quello de Il Cairo.

Qui si possono ammirare importanti statue, mummie, sarcofagi, papiri, gioielli e amuleti.

Tra i reperti di maggior valore si trovano:

  • La tomba di Kha e Merit, praticamente intatta, insieme al corredo funerario.
  • Il Tempio Rupestre di Ellesija. Fatto costruire dal Faraone Thutmose III, fu donato all’Italia dopo che, nel 1965, il Museo Egizio di Torino lo salvò dal pericolo di inondazione del lago Nasser.
  • La statua della dea Iside e quella di Ramesse, rinvenute nel tempio della dea Mut a Karnak, lungo il fiume Nilo.
  • Il Canone Reale, anche chiamato il Papiro di Torino, un’importantissima fonte riguardante la successione dei sovrani egizi in ordine cronologico con indicato il periodo di regno.
  • Il Papiro delle miniere d’oro: un documento contenente la localizzazione delle miniere d’oro della zona nord-est del Sudan, corrispondente all’allora insediamento di Berenice Pancrisia.

IL MUSEO NAZIONALE DEL CINEMA E LA MOLE ANTONELLIANA, DA VEDERE A TORINO

Altrettanto conosciuto e visitato è il Museo del Cinema.

Ha sede nella celeberrima Mole Antonelliana a cui il museo deve in parte il suo prestigio, perché l’appeal del monumento simbolo della città guida i visitatori verso lo spazio espositivo.

Nata come Sinagoga, la Mole fu progettata dall’architetto Alessandro Antonelli, che ne iniziò i lavori nel 1863, ma venne conclusa nel 1889 da un altro gruppo di architetti.

In occasione del Centenario dell’Unità d’Italia, nel 1961, fu inaugurato l’ascensore panoramico che, più volte ristrutturato, ancora oggi permette di salire fino a 85 metri d’altezza. Da qui si può godere di una straordinaria vista sulla città.

Il Museo del Cinema è unico nel suo genere in Italia. Ed è allestito in modo particolare. Si sviluppa cioè a spirale verso l’alto, disposto su più livelli espositivi.

In questo modo offre l’occasione di ammirare le sue collezioni prestigiose, oltre alle varie esposizioni che si susseguono in un calendario fitto di eventi. I visitatori possono apprendere la storia del cinema percorrendo un suggestivo itinerario interattivo, ricco di informazioni e curiosità.

Delle varie collezioni esposte nel Museo del Cinema di Torino fanno parte foto, video e film, manifesti e locandine, apparecchiature cinematografiche. Ma non mancano costumi utilizzati in celebri pellicole e parti di scenografie di film internazionali.

Uno dei pezzi più rappresentativi è sicuramente l’imponente statua del Dio Moloch, comparsa nel film Cabiria, situata al piano terra.

Il Museo comprende, inoltre, una sala cinematografica situata però al di fuori, ovvero all’interno del Cinema Massimo. Per raggiungerlo si fanno pochi passi e le proiezioni in sala spesso riguardano retrospettive, attività culturali e festival organizzati dal museo. 

I Musei Reali

Offrono un’importante tour nella storia di Torino, dell’Italia e del mondo, lungo 2000 anni.

Al loro interno ospitano: l’Armeria Reale, il Palazzo Reale, la Biblioteca Reale, la Galleria Sabauda, il Museo Archeologico, i Giardini Reali e le Sale Chiablese.


Sicuramente sono tutti meritevoli di una visita. Ma ci soffermiamo, per ora, soltanto sul Palazzo reale e sulla Galleria Sabauda, lasciando che sia la curiosità a condurvi a visitare anche gli altri luoghi appena citati.

Il Palazzo reale sorge al centro della parte più vecchia di Torino.

Fu sede del centro di potere della famiglia sabauda per ben tre secoli e, dal 1997, è patrimonio dell’UNESCO.

Il Palazzo Reale, collegato alle altre strutture che formano la Reggia, si affaccia su Piazza Castello ideata dall’architetto Vittozzi.

Nella parte posteriore del Palazzo, invece, si estendono i famosi Giardini Regi, considerati un emblema della storia della città.

L’interno del Palazzo suscita in tutti i visitatori stupore per lo sfarzo e l’abbondanza non immaginabili dall’esterno.

Raffinati intagli, stucchi, dorature e affreschi ornano infatti la Sala da Ballo, la Sala del Trono, il Salone degli Svizzeri, ritenute le Sale principali, ma non c’è sala che non sia ricca di abbellimenti e dettagli.

LA GALLERIA SABAUDA NELL’ELENCO DI COSA VEDERE A TORINO

La Galleria Sabaudahttps://www.museireali.beniculturali.it/galleria-sabauda/ della città, collocata nella Manica Nuova di Palazzo Reale, rappresenta una delle più importanti gallerie pubbliche d’Italia. Trova posto per oltre 700 opere perenni di artisti italiani ed europei appartenenti al periodo tra il XIII e il XIX secolo.

Questa Pinacoteca, ha acquisito il suo attuale nome nel suo primo centenario. Inaugurata con il nome di “Reale Galleria” nel 1832 da Carlo Alberto di Savoia, è stata donata poi nel 1860 alla nazione da Vittorio Emanuele II con il nome di “Regia Pinacoteca Nazionale”.

Il suo patrimonio artistico è cresciuto sempre di più nel corso del tempo grazie ad acquisti e donazioni. Tra le quali quelle dei marchesi Tancredi e Giulia Falletti di Barolo e dell’industriale piemontese Riccardo Gualino.

La Galleria Sabauda occupa quattro piani e si sviluppa su ben 8.000 m2.

Le opere al suo interno sono disposte in ordine cronologico, dal Medioevo al Settecento, in ampi spazi e accompagnate da supporti multimediali.

Nel sottotetto sono inoltre presenti un laboratorio di restauro e una sala conferenze Il piano terra è riservato alle mostre temporanee che vengono organizzate generalmente ogni sei mesi.

Tra i maggiori artisti dei quali sono esposte molte opere, citiamo Mantegna, Tintoretto e Rubens.

Cosa vedere a Torino: i principali edifici religiosi della città

Duomo di San Giovanni

In stile rinascimentale, costruito precisamente tra il 1491 e il 1498, il Duomo è dedicato al patrono di Torino: San Giovanni Battista.

Sorge nella piazza, anch’essa intitolata al santo, nei pressi dei Musei Reali e a pochi passi da Piazza Castello e dal Teatro Romano.

Tra le chiese di Torino, il Duomo guida sicuramente la classifica di quelle da visitare assolutamente.

Si tratta tra l’altro, dell’unica chiesa in stile rinascimentale presente nel capoluogo piemontese.

Nel XVII secolo il Duomo fu ristrutturato e gli fu aggiunta la Cappella della Sacra Sindone, ideata dall’architetto Guarino Guarini.

La Cappella del Duomo di Torino, a pianta interna circolare, fu commissionata da Emanuele Filiberto di Savoia per conservare il sacro lenzuolo.

Al centro della Cappella sorge l’altare, anch’esso di fattura barocca, ed è opera di Antonio Bertola.  Al suo interno, in una teca di vetro ornata d’argento, conserva uno dei più preziosi reperti del mondo per i cristiani: la Sacra Sindone.

All’esterno del Duomo si erge il campanile, costruito nel 1468, e che, nei lavori di ampliamento nel Seicento, non venne modificato.

La facciata e gli interni del Duomo furono restaurati dopo l’incendio avvenuto nel 1997 che ne aveva distrutto una buona parte. In quella occasione la Sindone, fortunatamente, venne messa in salvo.

Il Santuario della Consolata

Il Santuario della Consolata, anche chiamato Chiesa di Santa Maria della Consolazione, è un’affascinante struttura risalente all’epoca paleocristiana. Periodo in cui una modesta chiesa dedicata al culto cristiano di Sant’Andrea fu costruita sui resti di un precedente tempio dedicato a culti pagani.

Di originario stile romanico, la Chiesa fu protagonista di numerosi cambiamenti nel corso del 1700, ad opera di Filippo Juvarra, che la riadattò secondo lo stile barocco dell’epoca.

Sicuramente notevole, all’interno della Chiesa vediamo l’Altare Maggiore, sempre di Juvarra, sui cui si trovano due angeli in adorazione scolpiti in marmo bianco da Carlo Antonio Tantardini e l’icona della Vergine Maria.

Molto particolare è anche il campanile della chiesa, costruito nell’XI secolo e rimasto l’unica testimonianza della precedente chiesa romanica di Sant’Andrea.

La Chiesa di San Lorenzo

La Chiesa di San Lorenzo è chiamata anche Real Chiesa di San Lorenzo perché è la chiesa del Palazzo Reale voluta dai Savoia. Fu intitolata al Santo dopo la vittoria ottenuta sui francesi da parte del duca Emanuele Filiberto e di suo cugino Filippo II il 10 Agosto 1557. E, per questo motivo, prese il nome di Chiesa di San Lorenzo.

La Chiesa è in stile barocco, priva di facciata, presenta pianta ottagonale e si sviluppa in altezza. Progettata dal monaco e architetto Guarino Guarini, fu consacrata nel 1680 dopo 13 anni di lavori.

Particolarità da segnalare di questa chiesa è la splendida cupola, che trae ispirazione dall’architettura islamica, con una stella ad otto punte. Oltre allo sfarzoso altare maggiore, costruito nel 1680.

La Chiesa di San Lorenzo custodisce al suo interno la copia della Sacra Sindone, oggi conservata nel Duomo.

La Cappella dei banchieri e dei mercanti

Il centro di Torino custodisce questo piccolo goiello di arte barocca da molti sconosciuta.  A nostro parere merita però di essere inserita tra le cose da vedere a Torino. Al suo interno si possono ammirare molti dipinti, affreschi e decorazioni risalenti ai secoli XVII e XVIII.

Oltre alle liturgie quotidiane, la Cappella accoglie numerosi concerti di musica classica.

Chiesa della Gran Madre di Dio

La Chiesa sorge ai piedi della collina torinese, presenta stile neoclassico e fu commissionata dagli amministratori della città di Torino, i Decurioni, nel 1814 in occasione del ritorno di Vittorio Emanuele I di Savoia dopo la sconfitta di Napoleone.

L’omaggio al re è reso evidente grazie all’epigrafe del timpano che riporta le seguenti parole: “ORDO POPULUSQUE TAURINUS OB ADVENTUM REGIS” che significa “la nobiltà e il popolo di Torino per il ritorno del re”.

La realizzazione dell’edificio di ispirazione romanica, fu affidata all’architetto torinese Ferdinando Bonsignore che riuscì a terminare i lavori nel 1831.

La chiesa conserva alcune importantistatue: San Maurizio, la Beata Margherita di Savoia, Amedeo di Savoia, il patrono torinese San Giovanni Battista. Oltre alle pregevoli pitture come la Vergine col Bambino di Andrea Galassi e il Crocifisso e il Sacro Cuore di Gesù di Edoardo Rubino.

Interessanti sono anche i quattro bassorilievi all’interno dell’edificio realizzati da diversi scultori che raffigurano le quattro importanti scene dalla vita di Maria. E cioè la Natività, la Presentazione al Tempio, lo Sposalizio e l’Incoronazione.

Le Chiese gemelle

Da tutti conosciute con questo nome, la chiesa di San Carlo Borromeo e la chiesa di Santa Cristina costituiscono due monumenti importanti per la città di Torino e sono sicuramente da inserire tra le cose da vedere nella città.

Entrambe di inconfondibile stile barocco, furono costruite a distanza di un ventennio l’una dall’altra e per opera di architetti differenti.

La prima ad essere costruita fu quella di San Carlo Borromeo, per volontà di Carlo Emanuele I di Savoia, nel 1619. La chiesa fu il primo di una lunga lista di edifici voluti dai Savoia per la trasformazione in stile barocco del capoluogo piemontese.

All’interno si trovano varie decorazioni sui toni del rosa, del rosso e dell’oro, come per la sua gemella, in accordo con la tradizione del barocco torinese. È possibile inoltre ammirare dipinti del XVI e XVII secolo, raffiguranti San Carlo in adorazione del Santa Sindone.

La gemella, la Chiesa di Santa Cristina, fu invece costruita nel 1639 per volere di Maria Cristina di Francia, moglie di Vittorio Amedeo I di Savoia, principessa di Francia e duchessa di Savoia.

La Chiesa commissionata e iniziata da Carlo di Castellamonte fu proseguita dopo la morte di quest’ultimo dal figlio Amedeo. La maestosa facciata invece è opera dell’architetto Filippo Juvarra, particolarmente attivo in Torino agli inizi del 1700.

La Basilica di Superga

Questa maestosa basilica, sempre di Juvarra, si erge sulla cima del colle Superga, da cui prende il nome. Il colle, situato nella parte metropolitana della città, ne offre, specie al tramonto, una vista mozzafiato.

La facciata di questa basilica, forse anche per la posizione di cui gode, è da tutti considerata spettacolare per la maestosità con cui riesce a catturare subito lo sguardo di chi la vede per la prima volta.

Degne dell’esterno, sono anche le ricche decorazioni che si trovano all’interno della basilica. Il pronao e il colonnato rispettano lo stile neoclassico.

Nella Basilica sono conservate varie opere d’arte, tra cui, all’interno della Cappella del Voto, la statua in legno della Madonna a cui si rivolse il re Vittorio Amedeo II per giurare lealtà alla nazione.

Accanto alla Basilica spiccano due sobri campanili, perfettamente simmetrici, situati ai lati del corpo centrale, dietro al quale si trova un convento appartenente all’Ordine dei Servi di Maria.

Cosa vedere a Torino en plein air: qualche piccolo spunto

Ricchissima di musei e importanti Chiese, Torino è una città anche da visitare passeggiando e scoprendo i luoghi più suggestivi per caso. Per chi dispone di poco tempo per visitarla, ecco una lista di luoghi da vedere assolutamente della Torino en plein air.

Parco del Valentino

Parco simbolo della città e molto amato da tutti gli abitanti, sorge poco distante dal cuore della città. Si tratta del luogo ideale per una passeggiata all’aria aperta lontano dal traffico cittadino.

Il parco, che si estende per ben 42 ettari e ha quattro accessi, fu disegnato nell’800 da Barrilett-Dechamps ed è sede dell’affascinante Castello di Torino, Patrimonio dell’Unesco.

Il nome pare essere dovuto al fatto che, nel XIII, sul suolo dove ora sorge il parco, vi fosse una cappella contenente le reliquie del santo protettore degli innamorati.

Nella parte più a sud del parco sorge un borgo medievale, inaugurato nel 1881, progettato da Alfredo d’Andrade. Sebbene il borgo medievale costituisca la parte più interessante al livello architettonico, il parco è abbellito da numerose altre opere. Tra queste citiamo:

  • La Fontana dei Dodici Mesi chiamata anche Fontana del Ceppi, nome dell’architetto che nel 1898 la costruì. La fontana presenta una grande vasca di stile rococò circondata da dodici statue rappresentanti i dodici mesi dell’anno.
  • Il Monumento all’Artigliere o Arco del Valentino o piccolo Arco di Trionfo: un arco trionfale eretto nel 1930 per onorare l’Arma d’Artiglieria, progettato da Pietro Canonica.
  • La Statua di Massimo d’Azeglio, realizzata da Alfonso Balzico nel 1873.
  • La statua equestre dedicata ad Amedeo I d’Aosta, imponente, si trova all’ingresso del cosiddetto percorso floreale.
  • Il busto raffigurante Ascanio Sobrero, il chimico a cui si deve la scoperta della nitroglicerina. L’opera fu realizzata nel 1914 da Carlo Biscarra e Giorgio Ceragioli.

Piazza Castello

La si incontra nel bel mezzo della città, ed è il punto di incontro dei quattro viali principali di Torino: via Roma, via Pietro Micca, via Po e via Garibaldi.

Tutti i palazzi visibili da questa piazza raccontano un pezzo di storia della città, alcuni tra questi visitabili, suggestivi sono inoltre i portici che la attorniano.

Fu progettata, nel 1584, dall’architetto Ascanio Vitozzi su richiesta del Duca Carlo Emanuele I.

La sua posizione centrale ne fa la piazza principale di Torino. Ma meritano di essere viste anche

Piazza San Carlo, Piazza Vittorio Veneto, Piazza Carignano e Piazza Statuto.

La Torino sotterranea

Chiudiamo questa breve guida su cosa vedere a Torino proponendo una visita un po’ insolita ma decisamente d’effetto.

Si tratta del percorso della Torino sotterranea, un magico percorso a ben 15 metri di profondità dove ci si trova coinvolti in un’atmosfera ricca di magia e mistero.

Il percorso si snoda al di sotto dei principali luoghi della città, tra i quali quelli che abbiamo descritto. E permette un approfondimento della storia della città da un punto di vista che stimola la curiosità di grandi e piccini.

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