tassazione airbnb italia

Tassazione airbnb Italia: di che cosa si tratta?

Quando si parla di tassazione airbnb Italia si intende la tassa sugli affitti brevi con nuove regole e controlli rigidi. Questa tassa riguarda sia le agenzie immobiliari che i siti web del settore.
Per i turisti non ci saranno molti cambiamenti. Pagheranno un po’ di più la locazione e, di conseguenza, la vacanza ma non si tratta di cifre particolarmente alte.

Contro gli evasori si introduce la tassazione airbnb Italia

La nuova tassazione sugli affitti brevi è stata presentata dal governo Gentiloni. Ed è stata approvata con la nota Manovrina di aprile.
Come dicevamo per i turisti cambia poco, ma per i proprietari sarà diverso.
Sì perchè pagando le tasse, guadagneranno meno.
Il governo italiano cerca, tramite la tassazione airbnb Italia, di far pagare le imposte a chi fino a ora non l’ha fatto. Il settore degli affitti brevi deve pagare le tasse. Sia che si tratti di portali web, che di intermediazioni immobiliari.
E, con l’introduzione di questa tassa, si prevedono rigidi controlli e anche nuove regole e procedure. Solo così tutti pagheranno la cedolare secca sui canone di locazione. Inclusi gli affitti di breve durata, cioè quelli sotto i 30 giorni. Infatti questa tipologia di locazione non ha l’obbligo di registrazione del contratto presso l’Agenzia delle Entrate.

L’obbligo di comunicare i contratti all’Agenzia delle Entrate

Questa nuova legge riguarda sia le agenzie immobiliari che i gestori di portali web come Airbnb. Entrambe le categorie sono obbligate a comunicare all’Agenzia delle Entrate i contratti d’affitto brevi stipulati tramite loro. Sui canoni pagati dall’inquilino si deve operare una ritenuta del 21%. E rilasciare inoltre ai proprietari la certificazione unica, perchè considerati sostituti d’imposta.

Come funziona la cedolare secca 21% sugli affitti brevi?

La nuova legge introdotta in Italia dalla Manovrina di Aprile prevede misure severe a carico di intermediari immobiliari e delle agenzie, per evitare l’evasione fiscale. In realtà la tassa airbnb non sarebbe una nuova imposta. Questo perchè le leggi sugli affitti brevi esistono già, ma solo pochi le rispettano e pagano le tasse.
Infatti il governo ha inteso introdurre nuove regole per evitare l’altissima percentuale di evasione.

Ma come funziona in pratica?

La tassa airbnb prevede che agenzie immobiliari e intermediari applichino una ritenuta al momento del pagamento. Cioè quando l’inquilino paga, va applicata una ritenuta del 21% sul prezzo del canone di locazione.
La legge consente a chi affitta di assoggettare alla cedolare secca con aliquota 21% i canoni di locazione incassati. Ovviamente stiamo parlando di affitti brevi. Questo reddito non concorre alla formazione di reddito imponibile. Bensì è tassato separatamente al 21%.
In conclusione, all’approvazione della legge, agenzie e intermediari devono comunicare all’Agenzia delle Entrate i contratti di affitto per brevi periodi. Anche se, sotto i 30 giorni, non hanno bisogno di registrazione del contratto.
E, inoltre, al momento del pagamento da parte dell’affittuario, devono applicare l’aliquota del 21% come cedolare secca sul canone di locazione.

Chi è soggetto alla tassazione airbnb Italia?

La nuova tassa Airbnb riguarda gli intermediari immobiliari, anche on line. Oggi infatti chi intende affittare la seconda casa per le vacanze e per brevi periodi si affida ai portali web specializzati. Come Airbnb, Tripadvisor, Expedia ecc. Li si contatta per cercare affittuari ma anche per effettuare pagamenti direttamente on line. Attraverso i vari siti web.
Tramite le modifiche introdotte Airbnb e gli altri intermediari, al momento dell’incasso del canone di locazione deve applicare una ritenuta del 21% e poi versarla all’Erario.
In questo modo il gestore del servizio paga la cedolare secca direttamente, in quanto sostituto d’imposta. E, punto più importante, non evade le tasse perchè già pagate.
In più l’intermediario deve comunicare tutti i contratti di locazione breve conclusi tramite lui. E ogni anno, entro il 31 marzo, deve rilasciare la certificazione unica che indica gli importi percepiti e le ritenute effettuate, a tutti i proprietari che hanno affittato la loro casa, su quel sito o tramite altro intermediario.
La violazione di queste regole comporta sanzioni pari a 2000 euro per l’intermediario.

Tassazione airbnb Italia: cosa succede per le agenzie immobiliari

Le medesime regole valide per gli airbnb e gli altri portali web, sono valide anche per le agenzie immobiliari.
Ora anche le agenzie devono segnalare all’Agenzia delle Entrate i contratti di affitto breve realizzati tramite loro. Oltre ad applicare la ritenuta d’acconto cedolare secca sugli importi incassati. E riversarla allo stato, oltre a rilasciare tutti gli anni, il modello CU.